Un'amicizia trentennale, un sogno coltivato, un debutto che lascia il segno. stArt nasce a Verona, distribuita da Virgin Music Group.
Voce, paroliere e autore del concept. Andrea è l'anima narrativa degli stArt: dalla scrittura dei testi all'elaborazione del concept, dal design visivo alla direzione artistica dell'album. Ogni parola di Frequencies From Nowhere nasce dalla sua penna — un viaggio interiore reso musica insieme a Riccardo. Sul palco porta un'intensità rara, capace di passare da ballad intime a inni rock di grande potenza.
Compositore, arrangiatore e architetto sonoro degli stArt. Riccardo è il cuore musicale del progetto: costruisce armonie, arrangiamenti e strutture sonore che rendono unico il sound della band. Le musiche dei 14 brani di Frequencies From Nowhere portano la sua impronta, in dialogo costante con Andrea: insieme trasformano il concept in un viaggio rock coerente, intenso e riconoscibile. Ogni scelta musicale è pensata per sostenere la narrazione e dare identità al progetto.
Chitarrista di altissimo livello con un curriculum che parla da solo. L'assolo di "Everything" è un manifesto di sensibilità e tecnica che lascia il segno ad ogni ascolto.
Uno dei chitarristi più completi del Veneto e non solo. Poliedrico, vissuto, capace di attraversare generi con una naturalezza che fa invidia. Presenza scenica potente, suono riconoscibile.
Bassista, insegnante e musicista versatile. La sua tecnica solida attraversa generi con disinvoltura. Fondamenta ritmiche impeccabili che tengono insieme tutto il sound degli stArt.
Una macchina ritmica di rara precisione. Non sbaglia mai nulla — sempre preparato, sempre sul pezzo. Professionalità assoluta, uno di noi nel senso più autentico del termine.
La voce che rende i live fedeli al disco. Il suo contributo ai cori — e non solo — aggiunge profondità e calore a ogni esibizione dal vivo, avvicinando la band a quella perfezione live tanto cercata.







Un viaggio interstellare tra le galassie della mente e del cuore. Un protagonista enigmatico — disperso nello spazio, guidato da frequenze misteriose provenienti da un luogo indefinito.
Quattordici capitoli di rock epico. Dal buio assoluto alla meraviglia. Niente è a caso — i titoli nel booklet sono in codice Morse.
«Un debutto maturo che colpisce sin dal primo ascolto. Fatevi incuriosire — non resterete delusi.»
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Ogni brano è una tappa. Dal vuoto cosmico alla rinascita.























































































































Il sogno prima del risveglio.
Una voce nel vuoto cosmico: il protagonista cerca una guida, una luce, una presenza capace di orientarlo nello spazio e dentro se stesso.
Il buio diventa una prova interiore: non una resa, ma il momento in cui il protagonista decide di credere in se stesso e cercare una via d’uscita.
Una ricerca aperta, sospesa tra distanza e speranza: la vita come confine da attraversare, inseguendo un segno nel cielo.
Una domanda semplice e assoluta: essere amati davvero, senza maschere, lasciando che il sentimento diventi promessa e presenza.
Un brano visionario, tra desiderio di libertà, identità artificiale e bisogno di tornare a casa: il drago diventa simbolo di fuga e trasformazione.
Il punto più fragile del viaggio: l’abisso, il cedimento, il bisogno di riconoscere una presenza capace di spezzare e ricostruire.
La rinascita: dopo la caduta arriva il momento di ripartire. Il cuore del concept e il manifesto della band.
Nel silenzio la solitudine non è più assenza, ma equilibrio: una forza calma che aiuta a ritrovare la strada di casa.
Una ballad diretta e luminosa: l’amore come universo, come presenza totale, come parola semplice che contiene ogni cosa.
La meraviglia dopo il buio: il protagonista torna a sentire la vita, i colori, il volo e la possibilità di amare il proprio viaggio.
Il tempo, il viaggio e il desiderio di fermarsi: una corsa interiore sui binari della follia, tra memoria, assenza e bisogno di volare via.
Il secondo capitolo dei cacciatori del tempo: il brano cantato in cui il tempo diventa guida, sacrificio e possibilità di libertà.
Il preludio strumentale a Time Hunters II: una porta sonora aperta sul capitolo finale del viaggio.
Un debutto maturo che colpisce sin dal primo ascolto. Ora deve solo trovare un pubblico. Fatevi incuriosire — non resterete delusi.
Un disco di grandissimo impatto rock. Pagine di rock classico rielaborate — salvifico contro la plastica omologata del tempo moderno.
Quattordici brani che diventano capitoli di una storia che sembra arrivare da un film di fantascienza. Un viaggio interstellare nell'anima.
Sound epico e avvolgente, con sfumature romantiche che richiamano le grandi voci del rock internazionale. Un album che lascia il segno.
Suoni di rock dalle sfumature d'autore. Una dimensione personale molto importante dentro questo esordio. Un disco che vuole essere ascoltato.
Frequenze che risuonano attraverso il cosmo e l'anima. Una fusione di mondi sonori unica e riconoscibile.
Il concept album d'esordio degli stArt è un viaggio sonoro che colpisce per maturità compositiva e coerenza narrativa. Rock d'altri tempi, suonato oggi.
Un album che dimostra come il rock possa ancora parlare con autenticità. Gli stArt portano una ventata di aria fresca in un panorama musicale spesso omologato.
Frequencies From Nowhere è un viaggio emozionale che dimostra come il rock italiano abbia ancora tanto da dire. Andrea e Riccardo costruiscono un universo sonoro inconfondibile.
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